Il VAR zittito dalla civiltà dei tifosi romanisti. Il commento dello scrittore giornalista Giampaolo Ormezzano

 

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Giampaolo Ormezzano

 

 

 

Accantonata , ignorata in un angolo del minestrone mediatico, chiede spazio una notizia che meriterebbe i titoli a tutta pagina.

Non sucede spesso che in uno stadio colmo d’entusiasmo, turlupinato dal cosiddetto VAR ,più semplicemte moviola in campo, i tifosi rispondano con una superba prova di civiltà.

E’  accaduto sabato sera allOlimpico al termine della partita roma-Inter conclusa con la vittoria dei lombardi.

Tutti sappiamo dello svolgimento rocambolesco di una gara falsata clamorosamente dal nuovo congegno elettronico messo in uso per riparare agli errori arbitrali..

Quacluno ha accennato alla reazione composta egli appassionati giallorossi ma soprattutto si è preferito riservareo spazio alla cronaca della gara, dando poca importanza all’episodio.

Perchè non si disperdesse nella confusione del week end di campionato, oggi lo riesumiano con tutto lo splendore umano che lo accompagna.

lo facciamo attaverso il racconto di un anziano “curvarolo” il quale ci rivela un retroscena che lascia una profonda traccia di tenerezza.

“Fin da primo  pomeriggio eravamo pronti con le nostre bandiere a salutare la prima in casa della nuova Roma. Ci siamo ritrovati a cantare liberi nel nostro stadio come non accadeva da tempo. La pattuglia di Di Francesco ci trasmetteva fiducia, l’orgoglio di poter offrire il contributo del nostro incitamento. La squadra rispondeva strapazzando

gli interisti proprio come avevamo sognato.Non stavamo nella pelle. Al gol di Dzeco hanno tremato pure le mura dello stadio. Li avevamo in pugno, Le gole erano secche , il sudore scendeva sulla fronte. forza Roma, non dargli tregua.”

.Pasquino, come preferisce essere chiamato. ha un attimo di pausa. Traspare ancora il dissappunto per  quanto avvenne in quella maledetta sera.

“Eravamo sicuri di farcela. Tre pali colpiti nella stessa partita rappresentano un record che tuttavia non ci scoraggiavva , Continuavamo a gridare il nostro entusiasmo quando fummo frenati dall’unico che poteva riuscirci. Cioè l’arbitro Irrati corredato di moviole, telecamere che non potevano non vedere Perotti sbalzato come un birillo in area..Niente, non accadde nulla. Per favore  non raccontateci la solita storia che l’eventuale vantaggio non avrebbe cambiato il decorso della gara.

Tu dammi il calcio di rigore sacrosanto  -si scalda Pasquino– mi porto sul 2-0 e poi vediamo”.

Come dargli torto ? Effettivamente la squadra di di Francesco , nonostante la menomazione sulla fascia destra mutilata dagli infortuni , stava disputando una gara ineccepibile. Quei tre legni gridano ancora vendetta.

“Ma grida più forte vendetta – urla il curvarolo – ciò che ha combinato l’arbitro e i suoi  amici della moviola. Vergogna !!!”

.Chissà quanta gente che “ama” la Roma e i suoi tifosi si aspettava  la vostra contestazione.

“Non conoscono nulla di ciò che si nasconde nell’animo del tifoso. Egli capisce più di altri quando la squadra, bersagliata da una serata infame, va aiutata, sorretta. Ci è venuto spontaneo spendere le ultime energie di voce per ringraziare i giocatori. E’ questo il vero cuore di Roma. Soccorrere il fratello in difficoltà.”

Le parole di Pasquino , pronunciate con voce tremante, lasciano il segno.

Emerge in tutta la sua statura la dignità del popolo giallorosso il quale, bastonato dal Var , bersagliato dalla sfortuna, risponde con l’arma della civiltà.

” Grazie ragazzi, non era serata,  lo abbiamo capito. Continuate cosi, vi saremo sempre accanto”.

E’ triste dover registrare un episodio che rischia di trascinare altre vicende di campo mortificate dalla tecnologia manovrata da personaggi sconcertanti.

Come è il Var, osannato da soloni che difendono la greppia televisiva, i loro ricchi microfoni, non tenendo minimamente conto dei rischi a cui stanno esponendo il calcio.

Ho sentito in proposito il collega giornalista scrittore Giampaolo Ormezzano il quale ha pronunciato un giudizio che dovrebbe far riflettere :

 

Il football è gioco mIsero dal punto di vista atletico e tecnico: si gioca con i piedi,fa sbavare per trovate tattiche fasulle o elementari.. Ha o aveva due immensi vantaggi sugli altri sport di squadra: l’espletamento superiore, palese o astuto, del vigore fisico (la pallanuoto in questo lo supera, ma con movimenti da acquario) e la continuità, senza interruzioni di sorta. Poi aveva il vantaggio impalpabile ma innegabile del mistero di certe fasi, o della libera, seria o gaglioffa ma sempre divertente, interpretazioni dei fatti al Bar Sport. Il Var punisce troppo le fallosità che spesso sono il sale vero, ma soprattutto impone tempi morti, anche lunghi,che sono persino ridicoli, in parte eguagiiati dal volley quando tutti guardano al cielo dove sta il visore. Allergico cronico alle tecnologie, trovo che il Var (Video Annulla Rigori?) è la massima minchiata concepibile. Il calcio è affascinante perché ci sono gli errori umani, intrigante perché ci sono le ingiustizie. E c’è pure il giallo quasi fisso dell’arbitro: sbaglia perché sì o perché è in malafede? Per anni un celebre calciatore, poi grande dirigente, e tuttora mio amico,concordava con me sui danni che avrebbe fatto questa tecnologia. Non lo sento da un po’ di tempo,sta lontano ed ha altre cose per la testa, si chiama Michel Platini.

GIAN PAOLO ORMEZZANO

 

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