La Roma sull’Arca di Noè…

Sembra che gli avversari della Roma non si possano più identificare in giovanotti in divisa da calciatori come indica il canonico campionato.

Nemici ben più pericolosi sono celati nelle nubi gonfie di pioggia che secondo le previsioni meteorologiche domani scaricheranno un diluvio sulla capitale.

Tutto in fotocopia di quanto avvenuto  a Genova che  indusse a rinviare l’incontro con la Sampdoria.

Non è cosa da poco.  .

Sui terreni pesanti spesso non è la superiorità  tecnica a prevalere, quanto l’amica pozzanghera.

Palloni frenati o velocizzati dai capricci del terreno bagnato esigono garretti robusti e meno scarpini di classe.

Non sembri troppo lungo e lagnoso il preambolo atmosferico.

Esso potrebbe avere un peso non indifferente sulle

sorti della gara contro il Verona.

Azzerato il divario tecnico, servirà una Roma da combattimento ,  (sportivo ) che sappia indirizzare la  partita sui binari delle praticità e soprattutto della forza fisica.

Quì cade l’asino. Parlare di resistenza atletica, visto il finale con l’Atletico Madrid, è come parlare di corda in casa dell’impiccato.

I giallorossi sono apparsi tanto spompati, da indurre Di Francesco a passare ad una difesa a 5 , se non a 6 o 7, dipende da quelli bravi in confidenza con i numeri.

La carenza è stata ammessa dallo stesso tecnico il quale sembra orientato ad un robusto turnover. Se prima Di Francesco era incerto, i cambiamenti si rendono necessari contro i veneti i quali potrebbero trovare un prezioso alleato nel terreno pesante.

Intanto viene appreso con grande soddisfazione il ritorno di Florenzi che Di Francesco impiegherà nel ruolo di esterno basso con licenza di spingersi avanti . Conoscendo la gagliardia del “motorino” giallorosso, non è difficile immaginare quanti benefici ne potrebbe ricavare l’intera formazione.

Nella vigilia si sarebbe  desiderato parlare esclusivamente di calcio. Invece il pomeriggio è trascorso fra smentite e precisazioni principalmente sulle lamentele di Dzeco tardivamente ritrattate.

Anche Pallotta , con plateali abbracci a Di Francesco, si è recato espressamente a Trigoria per dimostrare al fantomatico giornalista , a capo di una “congiura mediatica” , che i rapporti con l’allenatore nuotano in un mare di latte e miele.

Accantonati i fisiologici fermenti dialettici, come accade durante il campionato anche nelle migliori famiglie, sembra più importante pensare al Verona.

Non trascurando la suggestiva immagine di tecnico e giocatori imbarcati sull’Arca di Noè ad esorcizzare il diluvio gradito agli avversari.

Che dire ?

Speriamol che non piova, che il metereologo abbia toppato.

Sarebbe tutt’altro discorso……..

 

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