Roma: a ruota libera. Verona: Chi “l’ha visto ” ?

Fra la marcia di Radetzy, i violini di Beethoven, per finire al passo di tango argentino, si è cosumata Roma – Verona.

Alcuni “professori ” l’hanno vista cosi. Almeno questo è il tono che consegna alla gara una nuova pubblicazione ricca di penne emotive, guidata da un poeta della dialettica.

Il suo linguaggio è talmente forbito, retorico,  complicato, da richiedere una doppia e anche tripla lettura per capirci qualcosa.

Meglio rifugiarci delle idee caserecce di noi comuni mortali e provare  fare una disamina normale della gara.

Si è vista una Roma bella, sbarazzina che ha potuto danzare a piacere contro un’avveraria di una pochezza imbarazzante . Va ricordatoa chi volesse trovare nella gara significati tecnici particolari.

Questo non esclude che sia ingiustificato il delirio del romanista. Egli è un tifoso particolare . un innamoorato infinito. preda di vaneggiamenti in senso buono quando la squadra vince.

Nonostate le minacce del cielo gonfio di nubi, ha riempito lo stadio di numeri e d’entusiasmo. E’ rimasto scosso dalla commozione all’annucio della formazione che vedeva il ritorno di Florenzi,

Vanno sottolinati questi due aspetti di natura psicologica, in fondo i più importanti  della serata.

E’ stato come se Alessandro si fosse addormentato la sera e risvegliato al mattino. In mezzo c’è stata una notte lunga durata  un anno. Ma lui sembra non essersi accorto E’ tornata in campo l’esatta fotocopia del giocatore che conoscevamo .

Rimanendo in tema psicologico, ci sono tuttavia altre cosette da raccontare.

La vittoria era necessaria come il pane ad una squadra digiuna da troppo tempo di campo e di successi

Di Francesco è stato bravo a gestire pause pericolose che rischiavano  di spezzare il ritmo. In quest’ottica si spiega la formazione ispirata ad un largo turnover.Chi siede in panchina ha risposto presente con una naturalezza che lascia capire come la squadra nel suo complesso, stia raccoglieno le idee del tenico.

Prima erano lampi, ora le trame fatte di triangolazioni rapide, di affondi verticali, sono più frequesti.Insomma si comincia a vedere il gioco dell’abruzzese.

Si potrebbero dire tante altre cose tipo l’ottima prestazione di Pellegrini, la presenza e il peso di Dzeco. velocità, tempi di inserimenti di Under, ma considerata l’inattendibilità del banco di prova, meglio rimandare contro avversari più consistenti.

Intanto godiamoci quello che passa il convento con tanti piatti gradevoli suscettibili di maggiore gustosità

Tutto bene dunque, a patto che si rimanga con i piedi in terra e non si dia troppo peso all’allenamento ccon il Verona

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