Benevento 0 – Roma 4. L’introvabile pelo nell’uovo

Li trovi ancora nelle campagne di Benevento. Non si rassegnano, Scrutano, indagano, cercano il pelo nell’uovo.

Ci mettono tanta buona volontà, ma questo pelo non riescono a trovarlo.

E’  um misero  il “pelino ” quello che rimane nel sacco per l’interpretazione di una metafora imperiosa e per la radiografia dei  “saccenti” del football che storcono il naso.

Avversario debole, due autoreti, non sembrano riempire di sostanza discorsi che diventano aria fritta davanti al risultato tondo, inoppugnabile della truppa giallorossa.

Occasioni, superiorità assoluta, redini mai sfuggite, bilanciano ampiamente i due autogol anche perchè se andiamo a guardarli bene ci accorgiamo che la sfortuna non c’entra nulla.

Se la palla non fosse stata deviata , sarebbe caduta tranquillamente sui piedi di Dzeco per una quaterna secca.

Quindi, paradossalmente i campani devono ringraziare il piede che  ha messo due palloni  nella loro porta. Serviranno da alibi per allegggerire il fardello.

Piuttosto, a proposito di sorte, e se i pali non avessero fermato il bombardiere giallorosso ?

Non vogliamo pensarci tenero Benevento.

Ma neppure il pallottoliere forse, sarebbe riuscito a cancellare i “professori”, di mestiere cercatori.

Del pelo nell’uovo, naturalmente  !!!

 

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