Grande cerimonia al Teatro Manzoni. Eletti i nuovi Cavalieri della Roma

 

 

 

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La Cerimonia dei Cavalieri della Roma: Giacomo Losi e Marco Del  Vecchio.

 

Scendono in campo i nuovi Cavalieri. Roma giallorossa è in festa.

Con il cuore in tumulto, il presidente Antonio Calicchia annuncia i novelli paladini alla platea del Teatro Manzoni traboccante d’entusiasmo.

Ieri come oggi , e come avverrà domani, ogni investitura diventa un grano del rosario, la gemma di una corona, la tappa di una storia cominciata 19 anni fa, tutt’ora fresca, giovane.

L’amore romanista si lascia accarezzare fra un tripudio di passioni.

Cantano i Cavalieri, riecheggia l’ UTR di Fabrizio Grassetti.

Ideata da Lino Cascioli, ereditata da Calicchia, l’ Associazione si arricchisce di volti noti, semplici tifosi, atleti di prestigio.

Antonio cadenza nomi e cognomi in un crescendo rossiniano.

Tifo e mitologia sottobraccio.

I Cavalieri della Tavola Rotonda inneggiano a re Artù, quelli della Speranza si immolano alla concordia, i Cavalieri della Roma proteggono la maglia.

Essa è gialla come il sole, rossa come  ‘er core mio’.

Alzano gli scudi, si presentano:

 

ABRIGNANI IGNAZIO

BARTOLOMEI ALDO

BIANCHETTI LORENA

BRASIOLI DIEGO

CONIUGI MARIA E ROMUALDO CIACCIA

CEGLIA MANFREDI LEONARDO

DEL VECCHIO MARCO

LUPO DANIELE

PRENNA MAURO

TOZZI ANTONIO

.

Discorsi, applausi, emozioni.

All’apparizione del nuovo Cavaliere Marco Del Vecchio, l’aria si veste di nostalgia.

Il fromboliere principe viene sommerso da ovazioni. Gli occhi lucidi tradiscono il ricordo dell’Olimpico, degli scarpini lucidi a bucare porteri con particolare preferenza alla rete della squadra minore della capitale.

“Marco-Marco ” , un coro senza tempo.

L’ Associazione, fiore all’occhiello della tifoseria romanista, corre in cerca di ornamenti a rendersi più bella,  più tenera, incantevole donzella.

Chi meglio di Dante poteva rafigurarne la grazia, la delicatezza, cantate nell’eterna poesia :

 

« Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua devèn, tremando, muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta,
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare…..”

Versi struggenti a misura per Beatrice, a pennello per la Roma “venuta dal cielo in terrra a miracol mostrare “.

Distintintivo fiammante, diploma in pugno i nuovi Cavalieri le giurano fedeltà eterna .

Cogliamo al volo due parole di commento del presidente Calicchia visibilmente soddisfatto:” E’ stata un’edizione entusiasmante aperta dai messaggi di illustri Cavalieri i quali non hanno voluto far mancare il loro affetto. Grazie anche ad Antonello Venditti e a tutti i tifosi per il calore dimostrato alla nostra Associazione.

Ma quello che mi ha più colpito è stato l’entusiasmo dei nuovi Cavalieri. Una premessa lusinghiera per Ventennale che celebreremo nel prossimo autunno”.

Sulle note di Alighieri , un solo grido risuona forte e

chiaro : ” Se rivedemo ar prossimo autunno. Forza Roma ”

Si scioglie l’assemblea , avanza il Ventennale.

Nuovi Cavalieri, vecchie emozioni, non finirà mai….

 

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