” L’ira di Eusebio….”

 

A Nainggolan è andata peggio del previsto. Non è stato neppure convocato per la gara contro l’Atalanta.

Non stiamo a rinvagare un episodio che ha tenuto banco. Chiudiamo la parentesi non prima di aver notato su quale cammino si sta inoltrando la nuova Roma.

Dignità, correttezza, umiltà , diventano i cardini di dogmi intransigenti. In sostanza, pugno nel guanto di velluto con stile, con eleganza ma sempre pugno pesante, a rispettare l’immagine.

Adesso occorre voltare decisamente pagina per riprendere il discorso sul campionato.

La squadra stranamente inceppata, l’assenza di vittorie e di gol lasciano scoprire il vero Di Francesco. Quando gli si appannano gli occhiali, come è avvenuto nella conferenza della vigilia, sono guai per tutti.

Secco, tagliente, ha liquidato il caso Nainggolan anticipando quanti avevano preparato una foresta di domande.

Eusebio si è gettato a corpo morto sul prossimo avversario che si chiama Atalanta. Ordina che la truppa cambi registro e lo segua.

“Dicono tutti della bella squadra di Gasperini in grado di metterti in difficoltà. E’ vero, la squadra bergamasca è un’avversaria scorbutica. Ma perchè non rovesciamo le parti come spesso siamo riusciti a fare in passato ? Sembriamo dei comprimari .Mi pare che anche la Roma non sia da sottovalutare, o mi sbaglio ? “.

Orgoglio e ironia si mischiano in cocktail che potrebbe risultare indigesto anche alla baldanzosa formazione lombarda. Staremo a vedere.

Piuttosto non va trascurato un tema sul quale i critici si preparano a ricamare.

E’ fallito l’esperimento della coppia Dzeco-Schick ?

Assolutamente no, ha lasciato capire la “tigna ” abruzzese.

Siamo d’accordo. Potenzialmente i due potrebbero diventare una miscela esclusiva.

Ma la particolarità del momento consiglia di rimandare prove ed esperimenti a giorni più tranuilli.

“Domani giocherà Dzeco e basta. Schick andrà in panchina ” ha tagliato corto il tecnico.

Per il resto, conferenza stampa discorsiva, la solita, di routine, anche se non è mancato lo squillo già lanciato da Monchi.

“Qui può restare solo chi possiede una mentalità vincente”.

Tono di voce mai ascoltato. Di Francesco è imbufalito. Non riesce a capire perchè la squadra crei gioco, azioni su azioni, sia padrona del possesso palla ma non riesca più a buttarla dentro.

Sguardo fiammeggiante, occhiali appannati.

Non voremmo essere nei panni di Gasperini e della squadra che riscuote consensi, elogi,  battimani senza aver fatto i conti con l’ira di Eusebio.

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