Il VAR piaga del calcio. Ora tutti se ne accorgono. Fermatelo !

Il Video Assistance Referee , come ampiamente previsto, mette a rischio la piramide calcio. Il VAR continua a erodere la base. C’è il rischio che crolli. Fermatelo finchè siete in tempo.

L’ultimo atto della scellerata machinetta si è consumato a Cagliari e come ti sbagli ? a favore della Juve.

In queste ultime settimane il video assistance ne ha combinate di tutti  i colori. Allenatori furibondi, accuse, sospetti. Altro che assistance, esso sta producendo l’esatto contrario.

Amo il calcio,  quello genuino spogliato di tutti gli artifizi tecnologici, informatici, matematici.

Non desidero rendermi complice. Come una goccia che batte sulla roccia, rispolvero un articolo e una piccola inchiesta di tempi non sospetti.

 

Risultati immagini per immagini vignette sul VAR

 

Come tifoso romanista ho “sbranato” il Var , considerandolo il maggiore responsabile della sconfitta contro l’Inter.

E’ avvenuto a caldo dopo il fischio di chiusura dell’arbitro Irrati.

Non ho cambiato idea.

Esso offre lo spunto per approfondire il discorso su uno strumento che ha suscitato più di una perplessità

Forse il calcio, chiamato il gioco più bello del mondo, non aveva bisogno di confusione che rischia di complicarne la natura.

Molti sembrano aver dimenticato che nella parola gioco sia  implicito il significato di festa, di allegria , di svago, da non confondere con la guerra.

L’idea di scontro fratricida nasce appena si mette piede nello stadio.

Ai bordi del campo, appostati come cecchini, troviamo un piccolo esercito di arbitri che “controllano gli arbitri “, moviolisti, tecnici , cameramen, segnalatori, guardiani, addetti vari come si stesse preparando appunto una battaglia navale.

Hanno tutti un aspetto serioso, compunto. Sembra impossibile possano sbagliare. Invece accade la bagarre.

Pl ricco  baraccone non è sfuggito all’ironia di Davide Desario il quale ha proposto sul Messaggero che il VAR  venisse chiamato ad aiutare l’amministrazione capitolina. Avrebbe contribuito ad evitare errori ai sidaci precedenti.

“Ora sarebbe bello se il video assistant potesse dare una mano alla sindaca Raggi.Se si potessero rivedere certe scelte e certi passaggi con l’ex assessore Muraro , con il fidatissimo Marra, , con i numerosi assessori al bilancio che scadono più velocemente dello yogurt. Se almeno lei avesse le orecchie per sentire i cittadini e l’umiltà di rivedere decisioni errate, forse passerebbe alla storia come VARginia Raggi ”

Ci mancava pure che l’occhio magico del VAR sconfinasse nel teatrino della politica.

Gli capiterà di peggio se non cambierà rotta.

Personalmente sono contrario alla sua istituzione in blocco, con l’eccezione dell’occhio di falco sulla riga di porta che non richiede interpretazioni sul gol non gol.

Sarebbe assurdo opporsi al progresso nelle varie sfaccettatture della società, ma non nel calcio,

Esso è stato inventato per divertimento che comprende arbitri, giocatori con i loro acuti di classe, con gli errori, la bravura di interpetretazioni, condizionati dallo sguardo del “mostro” come l’ha definito Buffon.

Senza trascurare il tifoso costretto alle discussioni sulle discussioni sull’operato della moviola in campo.

Difendo le radici del calcio romantico da quello di plastica, scrutato, robottizzato, esaminato .

Difendo il coro di uno stadio colmo di 80 mila tifosi i quali si divertivano alla sana anarchia in campo e fuori, alle discussioni del dopo partita, allo sfogo di poter gridare :”arbitro cornuto “.

Era il sale della vivanda, tolto e chiuso nella gabbia dell’occhio scrutatore.

A togliermi  scrupoli dalla coscienza, ho desiderato ascoltare il parere di illustri colleghi con anni di professione sulle spalle.

Hanno sorriso all’idea del calcio romantico. Ma  non è sembrato fuori moda il fascino tutt’ora dentro, del football all’antica.

La carrellata comincia con Gianfranco De Laurentiis ex conduttore della “Domenica sportiva RAI ” :  ” Le prime uscite del Var mi lasciano perplesso . Prendiamo i due rigori , uno concesso alla Juve ,l’altro grosso come una casa negato alla Roma. Sul primo non ha tenuto conto di un fuori gioco preesistente  e poi , durate la batuta dal dischetto, è rimasto assente davanti a Marchisio sconfinato in area. Tre errori in due giornate mi sembrano troppi , senza considerare il tempo effettivo sottratto da ben 9 minuti di

recupero “.

Marco Mazzocchi vice direttore RAI Sport ” Non si può fare a meno della tecnologia. Nella vita come nello sport. Soprattutto quando nello sport serve a evitare errori o ingiustizie.

Per questo, salutai l’avvento della Goal Line Technology con piacere.

Sulla (o sul) VAR ho un’opinione meno entusiasta. Dubito che ridurrà a zero la possibilità di errore. Li diminuirà, certo, ma resta uno strumento fallibile gestito da uomini fallibili.

Ci saranno meno sbagli, ma le polemiche saranno più aspre.

E comunque va gestita in modo più “limpido”; come nel rugby, dove l’arbitro ferma il gioco, si confronta con i colleghi davanti al monitor per poi comunicare col microfono a tutto lo stadio come si si sia arrivati alla decisione finale.

E’ un passo, un esperimento.

Inevitabile ma da usare (anche mediaticamente) con estrema cautela.

Franco Melli, ex Corriere della Sera :” Se non si concede un calcio di rigore come quello ignorato su Perotti, mi chiedo che significato ha la presenza del VAR ?   Anche in altri stadi ha provocato solo malcontento. In tempi non sospetti dissi che non piaceva il VAR, i fatti mi stanno dando ragione”:

Gianni Minà, ex Rai, è di poche parole ma taglienti.

“Dovrebbe – dice con una punta d’ironia – correggere gli errori degli arbitri. La realtà ha detto cose diverse. Non si possono sbandierare gli sbagli corretti quando sono rimaste impunite  troppe cantonate. Questo Var mi lascia titubante, non so quanto possa servire al calcio. “.

Più esplicito e circostanziato il parere del giornalista scrittore Gian Paolo Ormezzano il quale, in fondo, è d’accodo con me sul calcio romantico:

“Il football è gioco misero dal punto di vista atletico e tecnico: si gioca con i piedi,fa sbavare per trovate tattiche fasulle o elementari.. Ha o aveva due immensi vantaggi sugli altri sport di squadra: l’espletamento superiore, palese o astuto, del vigore fisico (la pallanuoto in questo lo supera, ma con movimenti da acquario) e la continuità, senza interruzioni di sorta. Poi aveva il vantaggio impalpabile ma innegabile del mistero di certe fasi, o della libera, seria o gaglioffa ma sempre divertente, interpretazioni dei fatti al Bar Sport. Il Var punisce troppo le fallosità che spesso sono il sale vero, ma soprattutto impone tempi morti, anche lunghi,che sono persino ridicoli, in parte eguagiiati dal volley quando tutti guardano al cielo dove sta il visore. Allergico cronico alle tecnologie, trovo che il Var (Video Annulla Rigori?) è la massima minchiata concepibile. Il calcio è affascinante perché ci sono gli errori umani, intrigante perché ci sono le ingiustizie. E c’è pure il giallo quasi fisso dell’arbitro: sbaglia perché sì o perché è in malafede? Per anni un celebre calciatore, poi grande dirigente, e tuttora mio amico,conordava con me sui danni che avrebbe fatto questa tecnologia. Non lo sento da un po’ di tempo,sta lontano ed ha altre cose per la testa, si chiama Michel Platini “.

Infine, Massimo Tecca di SKY: ” Nato con buone intenzioni (evitare errori gravi che possono cambiare la storia delle partite), a volte si trasforma in un guazzabuglio. Credo necessiti di un rodaggio, più in là daremo giudizio più completo “.

Vorrei chiudere citando Lucrezio il quale nel V libro del suo De Rerum Natura affrontava la questione del progresso come realtà positiva in sè, ma che portata all’uomo era causa di grandi mali, primi fra tutti il decadimento morale l’insorgere di bisogni innaturali come tutti quei bisogni non necessari alla sopravvivenza dell’uomo”.

Come il VAR, aggiungerebbe Lucrezio…

Quest pezzo, è come se recasse la data dell’8 gennaio 2018.

Non è cambiato nulla, anzi è cambiato in peggio !

 

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