Palla in tribuna ? Se serve…..

Distratto da alcuni problemini, prendo conoscenza solo oggi della crisi della Roma.

Che dire ?

Nella mia lunga carriera, raramente mi è capitato di incontrare una matassa cosi complicata. Se pure di Francesco ammette di non riuscire a capire da dove nascono i mali della squadra, siamo a cavallo.

Sinceramente mi sarei aspettato che lo stesso allenatore, essendo a  contatto quotidiano con i giocatori, fornisse qualche elemento su cui ragionare  ed eventualmente studiare il modo di venirne a capo.

Quando sento dire che tutto nasce da una serie di concause negative, lasciatemi rabbrividire.

Significherebbe che a dosi sconsiderate si sono inserite nel meccanismo decisioni negative fino a formare il bubbone.

Una società e una squadra che si rispettino dovrebbero tener conto proprio dei dettagli, aggiustarli in tempo se poco convincenti ad evitare che si ineriscano nel processo chiamato effetto domino.

Ma ormai la frittata è fatta.

A questo punto della stagione, sembra del tutto inutile mettersi a cercare i colpevoli. Essi vanno messi nel cassetto , mai dimenticati e riproporli in tema di consutivo a giugno

Ora preme soprattutto tirare fuori la squadra dalle sabbie mobili che rischiano di inghiottirla.

Il buon Eusebio metta da parte il suo 4-3-3 diventato un modulo teorico che serve solo a riempirsi la bocca. Qui occorre scendere sul pratico.

Rimandati a tempi migliori gli esperimenti di una squadra offensiva, propositiva, rimasta sulla carta, bisogna chiamare a raccolta la truppa.

Guardarsi negli occhi tecnico e giocatori e scegliere insieme un sistema privo di fronzoli ma efficace per tentare di invertire un trend semplicemente umiliante.

Giovanotti, parliamoci chiaro, nessuno vi inviterà a mettere la palla in tribuna (anche se le circostanze lo consiglierebbero), dite a vostri piedi buoni di darsi da fare.

Non mancano giocatori di spessore ad assicurare un calcio dignitoso. In certi momenti serve aggiungere un detto che dice  “mangiatevi la palla”.

Si continua a parlare di mal di gol. Bene, invece di duettare a girando intorno all’area , basterebbe copiare il dirimpettaio Ciro Immobile oppure il granata Belotti. Essi non stanno a tergiversare, non ci pensano due volte, appena hanno il pallone sui piedi, scagliano proietili da tutti i pizzi.

Il paragone, se non regge sul piano tecnico , è perfettamente calzante per gente che teme di assumersi la responsabilà del tiro.

E poi, concentrazione certosina, maniacale a difendere l’area. Specchiatevi nello sguardo di Alisson. Lui si che gli avversari se li mangia anche con gli occhi.

Insomma è giunto il momento di mostrare il corredo di finezze condito da attributi.

Lasciate a casa i pruriti di calcio.

E’ triste dover fare certi discorsi a gennaio quando immaginavamo di raccogliere i frutti di un gioco spumeggiante, ricco di successi.

Ci sarà tempo di parlare dei risvolti psicologici negativi di Dzeco che va la Chelsea , anzi, ci ripensa, non trova l’accordo e intanto fa la bella figurina nella Roma.

Quella del bosniaco è solo la punta di un iceberg . Una delle cause che formano le “concause” che tanto piacciono a chi vuole crerasi un alibi a buon mercato.

Purtroppo è stata giustappunto la catena di guai combinata da gente casereccia a ridurci al punto di tenere a bada i bassifondi della classifica .

Non si sa mai !!!

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