E’ morto un grande giornalista, ma nessuno se n’è accorto

Oggi è morto un grande giornalista ma nessuno se n’è accorto.

Il nome Gianni Capitani non dirà molto al grande pubblico

abituato a leggere elzeviri o articoli di fondo firmati da penne conosciute, catalogate fra le più nobili, gradevoli.

Senza togliere una virgola ad discorso dei maestri, va svelato un retroscena che lascerà di stucco il semplice lettore.

Molti avranno sentito parlare dell’agenzia Ansa. La gente sappia che senza quello che definirei il “bastone-Ansa “, molti giornalisti faticherebbero a camminare.

Nessuno immagina quanto sia necessario avere accanto anche poche righe del bollettino il quale, forte della sua ufficialità, suggerisce la via per sviluppare l’elzeviro.

L’autore viene osannato, fa bella figura, mentre la fonte che ha offerto linfa alla fantasia, rimane nell’ombra , sconosciuta.

Gianni Capitani apparteneva alla categoria dei giornalisti che lavorano in “cucina”, silenziosi, al servizio degli altri.

Scovava notizie e con la rapità d’un batter d’occhi le diffondeva.

“Lo scrive l’Ansa, si sente tuonare in redazione. E  via di corsa ad approfondire.

Intanto il “cuciniere ” sforna altri piatti per ristoratori che si godono gli elogi.

E’ il destino di gente come Gianni Capitani e di tutti i cronisti dell’Ansa , madre generosa al alimentare la mente di scrittori di fama  e di altri meno noti. Essa è a portata di tutti.

Capitani si è distinto pure come redattore poliedrico, con particolare peferenza al settore sportivo dove ha vissuto momenti importanti della carriera.

Ma piace ricordarlo soprattutto come “cuciniere ” di gran lusso.

Tenendo presente il senso delle proporzioni, non pare esagerato affermare che senza il “bastone” offerto da Gianni Capitani , chissà quanti colleghi giornalisti avrebbero balbettato ai nastri di partenza.

Ho lavorato per tanti anni a spalla con il caro Gianni. Abbiamo “cucinato ” insieme . Ho visto con quanta maestria sapeva trovare notizie genuine, radiografate, esatte da lasciar tranquillamente dire: lo scrive l’ANSA.

Ciao amico mio. Stavolta non hai avuto bisogno di guarnire il piatto.

L’hanno voluto freddo e subito.

Rimangono i tuoi amici a gridare, a piangere : è morto Gianni Capitani , un grande giornalista.

 

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