La Roma sfata la leggenda. Tanti galli di razza a cantare “si fa giorno “

Squilla la tromba dell’alza bandiera.Trigoria si risveglia. Sembra un campo di scout che si mette in movimento. Tutto si muove sotto la regia occulta di Di Francesco e del suo staff.

Osservano discretamente, non sfugge l’anticipato ritorno di capitan De Rossi e di Alessandro Florenzi il quale risponde indirettamente a Monchi sudando in palestra con la tuta gialorossa.

Magazzinieri, fisioterapisti, preparatori sono pronti ad accogliere la truppa ancora fresca di vacanze.

Volti abbronzati, muscoli tirati ,  corpi scolpiti  , stanno a significare negli ozii vacanzieri  ha trovato posto anche la voglia di mantenersi in forma.

La concorrennza si presenta agguerrita. Al mare o ai monti sono giunte notizie di un mercato sontuoso.

Non semplici numeri, ma altissima qualità.

Tutti conoscono a memoria il degalogo di Di Francesco. Ventiquattro titolari intercambiabili stretti da un patto di amicizia che garantisce l’assenza di musi lunghi per chi resta in panchina.

“Quest’anno vogliamo esserci pure noi nella corsa dello scudetto ”

ha detto sornione il tecnico abruzzese.

Nessun proclama , ha pronunciato le parole con l’umiltà dei forti.

Partecipare non significa vittoria sicura , ma tanta voglia di provarci.Non c’è di peggio per il borioso monopolio che da tutto per scontato

Mentre fervono i preparativi toccherà allo stesso di Francesco un compitino arduo, niente male.

Smessa la tuta , si prepara ad indossare l’inedito grambiule da sarto.

Armato di forbici, ago e filo dovrà rendere snello l’abito della squadra. Sfoltire gli esuberi non sarà facile sul piano affettivo. Eusebio ama i giocatori come i propri figli.

Dovrà fare violenza su se stesso.

Ma incombe il bene comune di una Roma sollecitata a gran voce dalla tifoseria accorsa in massa a testimoniare la sua fede.

Siamo sicuri che Di Francesco taglierà, cucirà un abito perfetto per la Regina Giallorossa.

Essa si presenterà al gran ballo di corte senza strascichi e lustrini lasciati volentieri agli  abitanti della Mole in festa per il “Re del Portogallo”.

Alla Roma non serve il gallo dalle piume d’oro, ma un concerto di galli tanto unito e compatto da sfatare la leggenda :Tanti galli di razza a cantare, si fa giorno “.

Sull’aia “straniera” , se stecca il “Re del Portogallo” atteso come Re Mida,. difficilmente  spunterà l’alba.

 

Annunci

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...