Oh Cristiano, mio dolce Cristiano !!!

 

Ebbene si, lo confesso. Dal giorno in cui è diventato ufficiale l’arrivo di Cristiano Ronaldo, non riesco a chiudere occhio.

Sono terrorizzato dal sospetto che si tratti di uno sogno troppo bello, di una visione onirica fuggevole, ingannatrice.

Dilato le pupille, architetto tralicci a sostenere le palpebre.

Ttutto per rimanere ad occhi aperti.

Non voglio perdermi nulla dello spettacolo che si annuncia paradisiaco, ultraterrestre, infinitamente dolce.

Oh , mio Ronaldo, sarai presentato al popolo della Juventus, agli appassionati , a tutti gli italiani i quali abbandoneranno i luoghi di villeggiatura, minestroni, pasta al dente , con tanto di arrosti e di bolliti , pur di non mancare all’appuntamento.

L’emozione è forte, indescrivibile.

Vederti da vicino, ascoltare il tuo respiro.

Povero mio cuore, chissà se riuscirà a resistere.

Mi faccio un elettrocardiogramma e vengo.

Mi servirà anche il giorno del palleggio allo Stadium alla maniera di Antonio Cassano quando calpestò l’erba del Bernabeu.

Scusa Cristiano, mi è sfuggito il paragone irriverente. Ho mischiato il sacro con il profano.

Tu appartieni ad una classe orfana di aggettivi. Essi sono stati rastrellati tutti da santi, poeti, scrittori e finanche da giornalisti i quali hanno osato tanto.

Perdonali. Non sanno quel che fanno.

Ti abbiamo ammirato in maglietta bianca su calzoncini neri.

Che splendore !

Non riesco ad immaginare cosà accadrà al tuo primo dribbling con quella mossetta da ballerino “pararalizzante”.

Ti prego, risparmiane qualcuno. Fanno tenerezza.

Infine , abbiamo saputo che abiterai in un atticuccio al centro di Torino.

Carezzevole, infinito Cristiano, hai voluto toccare con mano il cuore della Città Eterna. Pardon , volevo dire della città della Fiat.

A proposito, hai saputo dello sciopero di protesta di gente dal magrissimo stipendio ?

Non farci caso Cristiano. Le solite teste calde.

Esse pensano meno allo spirito e più alla panza.

Anzi, sai che ti dico. La gente iuventina solida, compatta, unanime è pronta smentire pure Aristotele il quale incautamente disse: “Sulla natura stessa della felicità non si riesce a trovare un accordo, e le spiegazioni dei saggi e del popolo sono inconciliabili.
(Aristotele).

 

La nostra felicità è troppo grande. Che ne sanno scrittori, poeti filosofi.

Erano tutti anti Juventus !

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