…..Ma non chiamatela squadra “propositiva”

L’agettivo “propositivo” in italiano sighifica gettare sul piatto delle idee, portare novità, voglia di creare.

La Roma attuale ne è totatalmente sprovvista. Quindi piantiamola, almeno per ora, di chiamarla squadra propositiva. Essa è bel delineata soltanto nella mente di di Francesco a prescindere da moduli e da tacchice. Il tecnico si danna l’anima sui campi di Trigoria a predicare il calcio appunto “propositivo”.

Insegna in maniera quasi maniacale come muoversi, come aiutare il compagmo, come presentarsi  pronti ala sfida proponendo footbal.

E quando si accorge che i tanti “:mister, ho capito” alla prova dei fatti si comportano al contrario giustamente ad Eusebio verrerre voglia  di assestare qualche calcio nel sedere. Accantoniamo per carità di patria la gara con l’Atalanta, già in forma europea, invasa dal suo momento di gloria (comunque spentasi a  Copenaghen), non si potevano ignorare i segnali di un completo sbando.

Puntuale è scattata la sagra dei numeri a suggerire questo o quel modulo. Qui mi pernetto di non essedere d’accordo con l’abruzzese. Inflenzato dalla piazza, ha proceduto a troppi cambiamenti presetando a Milano  una formazione raffazzonata sopratttutto nelle idee.

Di fronte ad un Milan , votato a svolgere il suo compitino, più per non ptrenderle davanti ai nuovi dirigenti, che per convinzione, è stata la stessa roma, con un comportamento rinunciatario ad infondergli  coraggio.

La comtesa ,si far per dire, che nome grossso, si è trascimanta  fra gi sbadigli  interrotti dall ” “erroretto” inevitabile quandi si rinuncia troppo. –

Ci sarebbbero tante cose da dire sulla sselta e posizione di questo quel giocatore, (Pastore lento, impacciato, privo di quel  nerbo sospettato latitante in tempi non  sospetti, seguito ruota da un indecifrabile Schick , sono apparse le palle di piombo di un natante che che già stentava a stare a galla).

Tuttavia sarebbe ingeneroso, andare a cercare responsabili, quando le colpe sono collettive. Nel complesso manca il passo della grande sqadra che dovrebbe andare in campo per imporre gioco, a volte fronteggiarlo , però mai subirlo com accaduto con Atalanta e Milan

Sarebbe altrettanto igenenroso istruire preocessi sommari ad inizio campionato. Le potenzialià ci sono. Basterebbe sfruttarle nel modulo più cogeniale ma soprattutto convicere i giocatori di una covsapevolezza al momento latitante.

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